Scrivi il tuo nome con le immagini satellitari, grazie alla NASA


La Terra è un alfabeto

Sai che puoi scrivere il proprio nome (o il nome della persona amata, o qualunque cosa tu voglia) utilizzando foto reali di fiumi, laghi, coste e montagne fotografati dallo spazio?
Questa è l’idea alla base di Your Name in Landsat, un’esperienza interattiva gratuita realizzata dalla NASA che permette di comporre parole e nomi utilizzando immagini satellitari reali della superficie terrestre.

Il risultato è una scritta in cui ogni lettera corrisponde a un particolare paesaggio osservato dall’alto: un fiume che disegna una curva simile a una S, una costa che ricorda una C oppure una formazione geologica che assomiglia a una T.

Non si tratta di lettere aggiunte digitalmente alle fotografie e nemmeno di elaborazioni dell’AI.
Le forme sono già presenti nei paesaggi terrestri: il progetto consiste nel riconoscerle, catalogarle e combinarle per creare un alfabeto geografico.

Come funziona il servizio

Utilizzare il servizio è semplice e non richiede competenze tecniche, registrazioni o software da installare.

  • Apri il sito ufficiale. Visita Your Name in Landsat
  • Inserisci il nome che vuoi vedere apparire
  • Lascia che il sistema componga la scritta. Ogni carattere viene associato a un’immagine satellitare di un elemento terrestre che ricorda quella lettera.
  • Esplora i paesaggi. Passando col mouse su ogni foto puoi scoprire dove si trova ciascuna formazione geografica e approfondire la provenienza delle immagini.
  • Esporta il risultato. Il servizio consente di ottenere una grafica da condividere, conservare o utilizzare come curiosità visiva.

L’aspetto interessante è che ogni nome diventa una piccola esplorazione del pianeta.
Due lettere uguali possono anche essere rappresentate da immagini differenti, a seconda delle opzioni disponibili nell’archivio.
Ovviamente ripetendo lo stesso nome usciranno sempre foto differenti.

Come è il mio nome visto dal satellite?

Quando crei il tuo nome ogni lettera è così associata ad un luogo. Questa è l’immagine che è uscita a me (se vuoi vederla in alta risoluzione).

Queste sono le varie località fotografate, cliccando sulle coordinate le vai a vedere direttamente su Google Map.

C
Deception Island (Antarctica)
62°57’22.3 S 60°38’32.8 W
R
Lago Menendez (Argentina)
42°41’14.9 S 71°52’21.7 W
I
Conesus Lake (New York, United States)
42°47’11.0 N 77°42’58.1 W
S
Araguaia River (Brazil)
13°01’27.8 S 50°35’00.9 W
T
Lena River Delta (Russia)
72°52’40.3 N 129°31’51.5 E
I
Holuhraun Lava Field (Iceland)
64°51’11.2 N 16°49’37.2 W
A
Farm Island (Maine, United States)
45°43’43.8 N 69°46’08.9 W
O
Crater Lake (Oregon, United States)
42°56’10.0 N 122°06’04.7 W

Ovviamente rifacendo la stessa richiesta non sempre escono le stesse località. Qui altre 2 varianti uscite:

La genesi del progetto: dall’alfabeto terrestre a un’esperienza interattiva

L’idea di utilizzare le forme naturali della Terra per costruire un alfabeto non nasce con il generatore di nomi.
La NASA aveva già esplorato questo concetto attraverso ABCs from Space, un progetto legato al lavoro di Adam Voiland, autore e divulgatore scientifico che si occupa di immagini satellitari per l’Earth Observatory.
Nel 2012, durante la preparazione di un articolo su un incendio boschivo, Voiland notò una colonna di fumo che ricordava una V. Da quella osservazione nacque la ricerca di altre forme simili nelle immagini del pianeta, poi confluita anche in un libro per bambini.

L’idea di trasformare questa raccolta in un’esperienza interattiva prese forma nel 2021, nell’ambito delle attività educative di Camp Landsat. Il gruppo di divulgazione del programma Landsat voleva permettere alle persone di comporre parole utilizzando esclusivamente lettere riconoscibili nelle immagini satellitari.

Il progetto fu ripreso nel 2024. Un elemento che contribuì a riaccendere l’interesse fu il Google Doodle del 22 aprile 2024, dedicato alla Giornata della Terra: anche in quel caso, le lettere del logo erano rappresentate attraverso immagini di luoghi reali del pianeta.
Il team NASA trasformò quindi l’idea in uno strumento accessibile al pubblico, presentato nell’ambito di Camp Landsat nell’agosto 2024.

La ricostruzione non me la sono inventata ma è raccontata direttamente dalla NASA nell’articolo Finding Your Name in Landsat da cui ho estratto il racconto.

Che cos’è Landsat e perché le immagini sono così importanti

Ma quindi la NASA ha messo su tutte sto sistema per gestire foto satellitari per farci giocare coi nostri nomi?

Ovviamente no. Landsat è un programma di osservazione della Terra gestito congiuntamente dalla NASA e dallo United States Geological Survey (USGS). Il primo satellite fu lanciato nel luglio 1972 e da allora è stato costruito un archivio di osservazioni della superficie terrestre, utile per analizzare come cambiano gli ambienti naturali e le attività umane nel corso del tempo.

Le immagini Landsat vengono utilizzate, per esempio, per studiare:

  • la deforestazione e i cambiamenti nella copertura vegetale;
  • l’espansione delle aree urbane;
  • l’evoluzione delle coste e dei corsi d’acqua;
  • gli effetti di siccità, incendi e altri fenomeni naturali;
  • le trasformazioni delle superfici agricole.

Quindi Landsat costituisce una risorsa scientifica impiegata in numerose attività di ricerca e gestione del territorio, il generatore di nomi è solo uno strumento divulgativo che sfrutta quel patrimonio anche per avvicinare il pubblico all’osservazione della Terra.

È un’ottima dimostrazione di come i dati scientifici possano essere utilizzati anche in modi creativi, senza perdere il legame con la loro origine e senza tradirne lo scopo originale.

Curiosità: come hanno trovato le lettere?

Le lettere non sono state generate da un modello di intelligenza artificiale che ha inventato forme plausibili. Nemmeno è stato usato qualche modello per riconoscere le forme all’interno delle foto archiviate.

Secondo la ricostruzione pubblicata dalla NASA nel novembre 2024, Allison Nussbaum e Ross Walter hanno cercato manualmente le forme all’interno degli archivi di immagini, utilizzando anche una raccolta precedente come punto di partenza.

I ricercatori hanno esplorato ambienti molto diversi: delta fluviali, coste frastagliate, ghiacciai, laghi e altre formazioni naturali. Le regioni settentrionali e meridionali del pianeta si sono rivelate particolarmente interessanti per alcune lettere, grazie alla presenza di fiordi, ghiacciai e strutture lineari.

Non tutte le lettere sono state facili da trovare. La NASA indica la g minuscola come una delle forme più difficili da individuare, proprio perché richiede una combinazione di curve e linee particolarmente riconoscibile.

Una volta raccolte le immagini, Ross Walter ha sviluppato il codice necessario per associare i caratteri digitati dall’utente alle lettere disponibili, evitando per quanto possibile di riutilizzare la stessa immagine quando una lettera compare più volte.