phishing (o altre truffe) fatte bene – dammi credenziali

Per proteggersi è necessario ragionare come i truffatori.
Esattamente come loro per fregarci cercano di pensare come noi, di capire cosa guarderemo in modo da conquistarsi la nostra fiducia e farci fare quel clic di troppo che ci farà condividere dati preziosi per qualcuno.

A volte certi tentativi strappano un sorriso dal tanto che sono ridicoli: si è cominciato con italiano molto approssimativo, per arrivare poi ad un italiano perfetto ma con storie inverosimili: alzi la mano chi ha ricevuto un’eredità milionaria dall’Africa, chi ha ricevuto una donazione dall’ex-moglie di Jeff Bezos, chi ha ricevuto via mail un mandato d’arresto con tanto di tesserino della polizia allegato via mail.

Tentativi che a qualcuno di attento e paranoico fanno solo sorridere.

Ma poi arriva quello fatto bene, che per qualche click conquista la tua fiducia e sembra invece un vero messaggio.

Certo il fatto che il destinatario sia in ccn in un mondo normale dovrebbe insospettire, ma nelle aziende – anche grosse – ho visto cose che voi umani…
Ad una prima rapida e veloce occhiata peraltro il mittente sembra coerente con la mail.
Da quel mittente ho già ricevuto mail ed anche l’analisi approfondita degli header la fa sembrare una mail regolare.

Il consorzio OPEN esiste, è normale che abbia sede presso CEFAL di Bologna e lo so perché ho avuto a che fare con un’ente socio di quel consorzio. Non negli ultimi mesi, ma è normale che io sia nelle loro anagrafiche.
Quindi potrebbe essere normale un loro errore amministrativo che, se aggiustato per tempo, è semplice da risolvere.

Cliccando per vedere la fattura c’è il primo errore: mentre l’url continua ad essere coerente (kit è un sistema di email marketing conosciuto quindi credibile) sia cliccando il pdf che cliccando word si vede un pdf da scaricare.
Peraltro per quale motivo dovrei mandare una fattura in Word?

Ovviamente se si clicca per visualizzare il documento si svela, se si hanno le orecchie alzate, il problema.

Chiede le credenziali di Google e la cosa è stata subito strana perché nello stesso browser ero già loggato in gmail.
Inoltre la pagina di login è in inglese, pur avendo io il browser in italiano (scelta che Google rispetta sempre).
Infine l’url svela tutto, Google non c’entra niente e stanno semplicemente cercando di raccogliere credenziali.

Parafrasando un famoso conduttore tv (nonché motociclista): “Cervello BEN COLLEGATO, password blindate e diffidenza… sempre!”